An dieser Stelle veröffentlichen wir aktuelle Meldungen, Reaktionen und zu unseren Kernthemen passende Beiträge. | Questa pagina riporta comunicazioni sulle nostre iniziative e contributi sulle tematiche trattate dal “manifesto”.
“Denkwerkstatt – Fucina delle idee”
Quali iniziative si possono prendere per diffondere i contenuti e lo spirito del nostro “manifest/o2019”?
Di questo s’è discusso sabato 5 maggio in occasione della “Fucina delle idee-Denkwerkstatt” organizzata dal gruppo “Manifest/o2019” a Kurtatsch/Cortaccia. Buona la partecipazione: in sala c’erano circa cinquanta persone. Le ringraziamo di essere venute e del contributo che hanno dato alla discussione. Divisi in quattro gruppi di lavoro ci siamo occupati dei seguenti temi: storia, toponomastica, lingue, futuro comune. I risultati delle discussioni sono stati poi presentati al plenum. E`stato inoltre presentato un progetto molto interessante, denominato “Demos20”, un forum di discussione e di notizie attuali accessibile a tutti tramite internet.
Zum Thema Geschichte wurde folgendes festgehalten. Die Erforschung unserer Vergangenheit und die Auseinandersetzung damit sollen einem möglichst breiten Publikum zugänglich gemacht werden. Historisch Interessierte und Insider wissen Bescheid über die Komplexität, die Widersprüche und die Vorurteile, die die Auseinandersetzung mit unserer Vergangenheit belasten; es sind leider noch viel zu wenige, die sich mit diesen Fragen auseinander setzten. Begegnungen an und Begehungen von historischen Orten, Diskussionen mit Autoren von Büchern geschichtlichen Inhalts sowie die Sammlung und Veröffentlichung von (parallelen) Lebensgeschichten, Ausstellungen usw. können dazu beitragen, das gewonnene Wissen „Teil des allgemeinen Bewusstseins“ werden zu lassen und dadurch die eigene, einseitige Sichtweise von geschichtlichen Fakten zu öffnen. Denn für ein besseres Miteinander ist es wesentlich zu verstehen, welche Beweggründe der Sichtweise der jeweils Anderen zugrunde liegt.
Mit dem Recht allein kommt man nicht weiter
Das ist die erste Erkenntnis der Gruppe, die sich das Thema Toponomastik vorgenommen hat. Auch in diesem Fall braucht es die Thematisierung der jeweiligen Befindlichkeiten der Sprachgruppen, um die Diskussion zu entschärfen. Welche Traumata sind durch das Verbot der deutschen und ladinischen Ortsnamen entstanden? Welche könnten mit der Streichung der italienischen Namen entstehen? Ein zu vermittelnder Inhalt ist dieser: historisch gewachsene sowie im tatsächlichen Gebrauch eingegangene Namen sollen im Vordergrund stehen u. zw. nicht als Zeichen des Besitzes des Territoriums, sondern als Kulturgut der gesamten Bevölkerung. “Die im Rahmen des Landesgeseztes zu ernennede Kommision sollte die historisch gewachsenen Namen und die seit dem Tolomeiischen Dekret in den Gebrauch eingegengenen Namen getrennt feststellen. Bei der Beschilderung könnte dieser getrennten Feststellung Rechnung getragen werden”.
Lingue
Diffondere ulteriormente il bi- e plurilinguismo richiede interventi su più fronti. Il mondo della scuola va incoraggiato a migliorare la didattica, a intensificare gli scambi tra studenti e docenti, a prevedere spazi e strutture comuni, laddove sia logisticamente possibile. In accordo con presidi e insegnanti si possono presentare nelle classi “modelli positivi”: persone che sono effettivamente “di casa” nelle due culture e che da questa posizione traggono concreti vantaggi.
Si possono cercare contatti con le associazioni economiche per motivare le aziende a curare il plurilinguismo tra i loro dipendenti. La capacità di mediare tra le culture è ormai un requisito del mondo economico: non solo nel turismo, ma in ogni ramo produttivo. E’ stata fatta la proposta di istituire un premio annuale per l’azienda che abbia saputo adottare modelli di “best” o anche “good practice” per favorire, insieme a quella economica, anche la crescita culturale.
Si possono cercare contatti anche con le associazioni sportive e del tempo libero. Molte di loro già accolgono tra le proprie fila persone dell’altro gruppo; il passo successivo è rendere più consapevole ed esplicita questa scelta per favorire ulteriormente gli scambi. Alla politica va rivolta la richiesta di accertare l’effettivo stato del bilinguismo nella popolazione con periodici rilevamenti: un “barometro linguistico” è strumento essenziale per impostare le azioni necessarie.
Un futuro comune ha bisogno, tra l’altro, anche di un nuovo vocabolario, è stato detto nel quarto gruppo di lavoro. Si tratta di sviluppare un “Wir-Gefühl”, un “sentimento di noi”, a prescindere dall’appartenenza a questa o quella comunità linguistica. Non si tratta di rinunciare alle diverse identità, ma piuttosto di conoscerle, rispettarle e metterle in relazione l’una con l’altra. E’ anche necessario riconoscere e valorizzare le nuove identità “transculturali”, finora penalizzate dall’obbligo di appartenenza.
Un futuro comune non nasce solo da una motivazione di carattere culturale, per quanto nobile e necessaria sia questa spinta. Esso deve poggiare anche su solide basi materiali. Il ciclo economico regionale coinvolge già, di fatto, professionalità e competenze che provengono da aree culturali diverse, anche se questa struttura plurale non sempre emerge come dovrebbe. Poiché inoltre godiamo di un certo benessere, dovremmo anche essere disposti ad una maggiore generosità materiale e morale.
Zum Teil sind diese Überlegungen bereits in unserem „Manifest“ enthalten. Zum Teil sind auch konkrete Ansätze und Vorschläge dabei. Die Gruppe „Manifest/o 2019“ wird jetzt die gesammelten Ideen genauer überdenken und sich gründlich zu überlegen welche, in welcher Form weitergeführt werden können. Wir werden alle unsere Mitglieder und Sympathisanten am Laufenden halten.
Das Treffen ist am Abend im Keller des „Ansitz Freienfeld“ in geselliger Runde bei gutem Wein und fröhlichem Gesang ausgeklungen.
Lettera agli Alpini | Brief an die Alpini
(deutscher Text: unten)
Lettera agli alpini e alle comunità locali
Nelle varie città italiane in cui si sono svolte, le adunate nazionali degli Alpini sono sempre state delle grandi feste popolari: centinaia di migliaia di persone che s’incontrano, si scambiano ricordi, consolidano una comune appartenenza.
Bolzano tuttavia è una città molto speciale, capoluogo di una provincia dove convivono comunità di lingua, cultura e sensibilità diverse e dove la storia lascia in eredità pesanti ragioni di conflitto. In questo contesto, l’adunata nazionale degli Alpini, in programma dall’11 al 13 maggio, rischia di assumere, o di vedersi attribuiti, significati pericolosi per la convivenza – e ciò al di là delle intenzioni degli organizzatori. Già se ne vedono i segni. Da un lato c’è chi invita “Tutti dinnanzi al Monumento alla Vittoria” (“Vereint vor dem Siegesdenkmal”); dall’altro chi parla di “una provocazione di spirito nazionalistico e antieuropeo” (“eine nationalistische und gegen den europäischen Geist gerichtete Provokation”). Gli uni puntano a rinfocolare l’orgoglio nazionale italiano, enfatizzando il ruolo svolto dagli Alpini nella “conquista” di questa terra; gli altri il sentimento dell’ingiustizia storica subita dalle popolazioni di lingua tedesca con l’annessione all’Italia. Entrambi vedono nell’adunata una ghiotta occasione per avvelenare gli animi e rinsaldare la rivalità che ancora condiziona i rapporti tra i maggiori gruppi linguistici dell’Alto Adige/Südtirol. Questo pericolo va evitato, affinché anche a Bolzano l’adunata rimanga ciò che vuole essere: un incontro all’insegna dell’amicizia, della solidarietà e del rispetto.

Herbert Denicolò (Manifest|o 2019), Ildo Baiesi (ANA), Generale Maurizio Ruffo (ANA), Elisabeth Ladinser (Manifest|o 2019), Elio Cirimbelli (Manifest|o 2019), Ferdinando Scafariello (Präsident ANA Bolzano), Alberto Stenico (Manifest|o 2019), Ruggero Galler (ANA).
Gli Alpini sono stati protagonisti di imprese che hanno del memorabile, nel bene e nel male. Le loro azioni belliche vanno ricordate per trarne gli insegnamenti che ogni persona ragionevole deve trarre dalla storia: le guerre sono una sconfitta per tutti, per chi le perde come per chi le vince. In tempo di pace, essi intervengono in aiuto delle popolazioni colpite da inondazioni, terremoti o altre calamità. In tutti questi casi sono in prima fila nel portare soccorso; spesso inoltre sono loro a provvedere a opere civili, come strade o bonifiche. Bolzano deve al loro lavoro uno dei suoi spazi più belli: i prati del Talvera, luogo di ritrovo, ricreazione e socializzazione per migliaia di persone. Più che le imprese militari, sono queste le opere delle quali gli Alpini, a ragione, possono andare fieri, e per le quali meritano il nostro rispetto. Questo deve essere lo spirito dell’adunata; chi la organizza e chi vi partecipa ha il dovere di tenersi lontano da ogni dimostrazione di nazionalismo, militarismo e autoritarismo.
La comunità di madrelingua tedesca, per parte sua, è chiamata a liberarsi da pregiudizi o anche solo da semplici automatismi di pensiero. Le penne nere che in maggio sfileranno per le strade di Bolzano non sono i responsabili delle vicende che hanno cambiato le sorti di questa terra. I loro nonni, che combatterono sul fronte italo-austriaco nella prima guerra mondiale, furono in molti casi essi stessi vittime delle ciniche decisioni dei loro superiori. Gli Alpini di oggi, infine, non sono i rappresentanti di uno stato autoritario, ma di un paese democratico che ripudia la guerra e che ha saputo adottare, nonostante tutto, un buon rimedio alla ferita inferta a molti abitanti di questa terra. E’ comprensibile che vi sia chi non vuole festeggiare, restando distante da quella sfilata. Ma osteggiarla, organizzare contro-manifestazioni serve solo a rafforzare divisioni e a irrigidire i fronti.
L’adunata nazionale degli Alpini a Bolzano ci espone al rischio di un ritorno di fiamma del conflitto etnico. Se sapremo controllare i comportamenti, le parole e i toni, essa ci consentirà invece di fare un passo verso una convivenza più produttiva per tutti.
Il gruppo Manifest/o 2019
Bolzano, aprile 2012
Brief an die Alpini und die einheimische Bevölkerung
Die gesamtstaatlichen Alpinitreffen in den verschiedenen Städten Italiens sind immer große Volksfeste: hunderttausende Menschen begegnen sich, tauschen Erinnerungen aus, erleben ihre Gemeinschaft.
Bozen ist aber ein sehr spezieller Ort, Hauptstadt eines Landes, in dem Menschen unterschiedlicher Sprache, Kultur und Sensibilitäten miteinander leben. Das geschichtliche Erbe kann hier schwerwiegende Konflikte hervorrufen. Angesichts dieser Tatsache könnte das gesamtstaatliche Alpinitreffen vom 11. bis 13. Mai eine für das Zusammenleben gefährliche Bedeutung erlangen oder zuerkannt bekommen – und das unabhängig von den Absichten der Organisatoren. Erste Anzeichen dafür gibt es schon. Da sind die Einen mit dem Aufruf “Tutti dinnanzi al Monumento alla Vittoria” (“Vereint vor dem Siegesdenkmal”) zu hören, und die Anderen mit dem Vorwurf, es handle sich um “eine nationalistische und gegen den europäischen Geist gerichtete Provokation” (“una provocazione di spirito nazionalistico e antieuropeo”). Die Einen zielen darauf ab, den italienischen Nationalstolz anzufeuern, indem sie die Rolle der Alpini bei der “Eroberung” dieses Landes hochspielen. Die Anderen appellieren an das Gefühl für das historische Unrecht, das der deutschsprachigen Bevölkerung durch die Annexion an Italien widerfahren ist. Für beide ist das Alpinitreffen eine gute Gelegenheit, die Gemüter aufzuhetzen und die Gegnerschaft zu vertiefen, die immer noch die Beziehungen zwischen den größten Sprachgruppen Südtirols prägt. Dies gilt es zu verhindern, damit das Treffen auch in Bozen das bleibt, was es sein will: eine Begegnung ganz im Zeichen von Freundschaft, Solidarität und Respekt.
Die Alpini waren Protagonisten denkwürdiger Taten – im Guten wie im Schlechten. Die Erinnerung an ihre kriegerischen Einsätze sind zu bewahren, um die Lehren daraus zu ziehen, die jede vernünftige Person aus der Geschichte ziehen muss: dass Kriege eine Niederlage für alle sind, für die Besiegten, aber auch für die Sieger. In Friedenszeiten leisten die Alpini an vorderster Stelle wertvolle Hilfe bei Überschwemmungen, Erdbeben oder anderen Katastrophen. Und oft sind sie es, die zivile Infrastrukturen verwirklichen, wie beispielsweise beim Straßenbau und bei der Bonifizierung von Gebieten. Bozen verdankt den Alpini einen seiner schönsten öffentlichen Räume: die Talferwiesen. Ort der Begegnung, Erholung und Gemeinschaft für tausende von Menschen. Diese Taten, nicht die militärischen, sind es, auf die die Alpini mit Fug und Recht stolz sein können und für die sie unseren Respekt verdienen. Und auf diesen Taten muss der Geist ihres Treffens gründen; Organisatoren und Teilnehmer haben die Pflicht, sich von nationalistischem, militärischem und autoritärem Auftreten zu distanzieren.
Die deutschsprachige Bevölkerung ihrerseits ist aufgerufen, sich von Vorurteilen oder einfachen gedanklichen Automatismen zu befreien. Die Alpini, die im Mai durch die Straßen Bozens ziehen werden, sind nicht verantwortlich für die Ereignisse, die das Schicksal dieses Landes verändert haben. Ihre Großväter, die im Ersten Weltkrieg an der italienisch-österreichischen Front gekämpft haben, waren vielfach selbst Opfer der zynischen Entscheidungen ihrer Vorgesetzten. Und schlussendlich sind die Alpini von heute nicht die Vertreter eines autoritären, sondern eines demokratischen Staates, der den Krieg ablehnt und der – trotz allem – darum bemüht ist, die Wunden der Vergangenheit zu heilen. Verständlich, dass es Menschen gibt, die nicht an der Feier teilhaben wollen und ihr fernbleiben. Das Treffen anzufeinden oder Gegenveranstaltungen zu organisieren, dient aber nur der Trennung und Verhärtung der Fronten.
Das gesamtstaatliche Alpinitreffen in Bozen birgt das Risiko in sich, dass der ethnische Konflikt wieder aufflammt. Wenn es uns gelingt, Handlungen, Worte und Tonfall zu kontrollieren, kann es aber auch ein Schritt hin zu einem besseren Zusammenleben sein.
Die Gruppe Manifest/o 2019
Bozen, April 2012
Manifest|o-Denkwerkstatt am 5. Mai | Einladung
Rendiconto / Bericht
Il manifesto “Alto Adige/Südtirol 2019″ è stato presentato ufficialmente il 26 maggio a Bolzano. Ha avuto buona eco sui mezzzi di informazione; ne hanno riferito ampiamente il Dolomiten, il Corriere dell’Alto Adige, la Tageszeitung, Rai-Sender Bozen, Videobolzano 33 e altre emittenti televisive e radiofoniche. Il 30 giugno e il 1 luglio sono seguite altre due presentazioni, rispettivamente a Bressanone e a Merano, con un buon pubblico e molta disponibilità a parlare. È nostra intenzione organizzare altri appuntamenti in autunno nei maggiori centri della provincia, sempre in collaborazione con associazioni locali; ne daremo notizia per tempo. Finora circa 250 persone hanno firmato il manifesto. Molte di loro ci incoraggiano a proseguire e si dichiarano disposti a collaborare alle future iniziative. Non sono mancate critiche; da più parti è stato osservato che il manifesto poteva essere più “coraggioso” su un tema come la scuola e più “tagliente” nel criticare l’attuale assetto dell’autonomia. D’altra parte, non pochi apprezzano proprio lo sforzo di ragionare con equilibrio e di comunicare senza polemizzare. L’appello al dialogo e alla responsabilità sembrano condivisi, stando alla maggior parte delle reazioni registrate. È diffusa anche la convinzione che il sistema dell’autonomia abbia bisogno di riforme – anche se poi si pone ovviamente il problema di come tradurre in pratica tutti questi buoni propositi.
Wie kann es nun weitergehen? Darüber wird in der Gruppe eifrig diskutiert. Wir haben uns vorgenommen, auf der Ebene der Meinungsbildung zu agieren. Deshalb werden wir auch zukünftig an die Öffentlichkeit gehen, um unsere Überlegungen zu präsentieren. Es ist uns dabei wichtig, Bemerkungen, Anregungen und Kritiken zu sammeln: das Manifest ist zwar das Produkt einer eineinhalbjährigen Diskussion, es hat allerdings keineswegs den Anspruch, Endgültiges festzulegen. Wir werden außerdem zu “unseren” Themen Stellungnahmen veröffentlichen. Bezüglich Sprachen und Kommunikation haben wir eine gute Idee; sie bedarf noch einer genauen Planung, aber wir hoffen, dass sie in den nächsten Monaten konkretisiert und lanciert werden kann. Gedacht ist auch eine Denkwerkstatt, zu der alle Unterstützer eingeladen sind. Vorerst aber nehmen wir uns für die nächsten Wochen eine Pause. Wortmeldungen sind natürlich immer willkommen und selbstverständlich kann man das Manifest weiterhin unterzeichnen.
Danke an alle. Grazie a tutti.
Lucio Giudiceandrea
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Visita N° 5.000 | Besuch Nr. 5.000
Heute Nachmittag gegen 15 Uhr konnten wir auf dieser Seite den 5.000dsten Besuch registrieren. Vielen Dank für das Interesse. Bitte besuchen Sie uns wieder und empfehlen Sie unsere Seite Freunden und Bekannten. | Oggi pomeriggio, verso le ore 15, abbiamo potuto registrare su questo sito la visita n° 5.000. Ringraziamo del interesse e Vi preghiamo di tornare a visitare il sito e di consigliarlo ad amici e conoscenti.
Ein Appell – Un appello | Lucio Giudiceandrea
Wir danken allen, die das Manifest bisher unterschrieben haben. Das Medienecho war groß und auch politische Vertreter haben zu unseren Vorschlägen Stellung genommen. Offensichtlich spüren nicht nur wir den Wunsch,
Bewegung in die festgefahrene Situation zu bringen und Schritte in Richtung Miteinander zu planen und zu unternehmen.
L’iniziativa può avere successo solo se verrà sostenuta da un numero crescente di persone. Aiutateci a diffondere e a cercare nuove firme per il manifesto. Sono benvenute anche idee e proposte per tenere viva la discussione e far pesare la nostra volontà di cambiare. Grazie della disponibilità e dell’impegno.
Lucio Giudiceandrea
Redaktion auf Urlaub | Redazione in ferie
La redazione di questo blog si concede una breve vacanza. Il sito sarà nuovamente aggiornato la sera di domenica, 5 giugno. | Die Redaktion ist auf Grund eines Kurzurlaubes zur Zeit nicht besetzt. Dieser Blog wird am Abend des Sonntag, 5. Juni wieder aktualisiert.
Guter Besuch auf diesen Seiten | Grazie delle tantissime visite!
Am 26. Mai wurde “Manifest|o Südtirol Alto Adige 2019″ präsentiert und erstmals öffentlich auf diesen Blog verwiesen. Seither haben über 3.000 LeserInnen unsere Seiten besucht und es sind 69 Kommentare und Unterzeichnungserklärungen eingegangen. Bitte weisen Sie Freunde und Bekannte auf diese Seiten hin und besuchen Sie weiterhin unsere Seiten. | Il 26 maggio la nostra iniziativa è stata presentata al pubblico e nell’occasione è stato comunicato per la prima volta l’indirizzo di questo sito. Da quel momento è stato visitato più di tremila volte e ha visto arrivare 69 commenti e dichiarazioni di sottoscrizione. Vi preghiamo di diffondere l’indirizzo di questo sito tra amici e conoscenti e di continuare a frequentarlo.
Ecco la statistica delle visite dei primi giorni | Anbei die Besuchstatistik der ersten Tage:
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